Segnare il tempo – 2017

Segnare il tempo – 2017

Firenze 8/12 Novembre 2017

XXXIX Festival Internazionale di Cinema e Donne

Tutto pronto per la prossima edizione del festival. Abbiamo quindi il piacere di presentarvi il nostro programma.

Mercoledì 8 Novembre

15.30

Onikuma, Alessia Cecchet, ITALIA/USA, 2016, 13’

Okinuma è uno yokai (demone del folclore giapponese) che appare sotto forma di orso bipede noto per dare la caccia ai cavalli. Circondate da un paesaggio misterioso, due donne iniziano un percorso che le porterà a comprendere che i demoni possono apparire sotto molteplici forme.

Mohamed, le prénom, Malika Zairi, FRANCIA/MAROCCO, 201, 15’

Mohamed è uno dei più diffusi nomi nel mondo ma non è un nome facile da portare. Per il piccolo Mohamed di dieci anni è una continua fonte di problemi e confusione. Con grande leggerezza ed efficacia si affrontano i problemi dell’incontro e dell’accoglienza che si confrontano con il desiderio diffuso di rifiutare e non voler capire.

The incredible elastic man, Karolina Specht, POLONIA, 2013, 5’

Le evoluzioni di un personaggio destrutturato che forse cerca di darsi una forma ma la sua estrema flessibilità gli fa temere gli incontri. Ma si può davvero vivere completamente separati dagli altri e dalla realtà?

Mais qu’est-ce qu’elles veulent?, Coline Serreau, FRANCIA, 1975, 90’

Coline Serreau realizza questo storico documentario da sola, senza équipe. Otto donne le parlano del loro vissuto, del loro destino, di ciò che sperano e vogliono.. Sono operaie, contadine, madri di famiglia e si interrogano sulla loro vita e sul loro ruolo nella società. Cinema diretto e modello di un modo di documentare, al femminile, molto libero ed efficace.

Initiation aux Musiques ed Danses Amazigh, Farida Benlyazid, MAROCCO, 2016, 25′

Scopriamo che la musica e le danze Amazigh/Berbere sono millenarie e gelosamente custodite in cinque regioni del Marocco. Farida Benlyazid propone un viaggio cinematografico che attraversa paesaggi e ambienti di straordinaria diversità.

Noi siamo cultura – Monuments Women, Giuseppe Carreri, ITALIA, 2017, 22’

Noi siamo cultura è un viaggio lungo l’Italia alla scoperta dell’imprenditorialità culturale indipendente. Storie di “lavoratori culturali”, dove tra ricchezza storica, bellezze artistiche e architettoniche ed economie locali, si sviluppano startup, progetti sociali ed imprese creative del territorio. Produzione laeffe – La TV di Feltrinelli.


19.00

Incontro con Coline Serreau, Mariann Lewinsky, Farida Benlyazid, Dounia Benjelloun.

 

21.00

Consegna del Sigillo della Pace del Comune di Firenze

Saint-Jacques… La Mecque, Coline Serreau, FRANCIA, 2005, 112′

Tutto inizia da tre fratelli che per incassare la cospicua eredità della mamma sono obbligati a fare a piedi il pellegrinaggio che porta a Santiago de Compostela. Sono una professoressa laica, un ricco imprenditore e un alcolizzato filosofeggiante. Si detestano cordialmente. Camminano con un gruppo di altre sei persone tra le quali un immigrato mussulmano molto giovane che crede di andare alla Mecca. Un fuoco d’artificio di invenzioni narrative e visive. Profondo, divertente, onirico e realistico. Incanto musicale e splendidi paesaggi. Esilarante e commovente.

 

Giovedì 9 Novembre

15.30

Don’t lose your head, Karolina Specht, POLONIA, 2015, 4’

Corto animato che mostra come sia facile “perdere la testa”. La narrazione si svolge esclusivamente sul piano visivo. Da composizioni semplici si passa a scene piene di colore e caleidoscopiche.

Swallows, Sofia Bost, PORTOGALLO, 2015, 15’

Sara è arrivata a Londra dal Portogallo per cercare lavoro come grafica ma è finita, come tanti, a lavorare in cucina. Per lei è il momento delle decisioni: tornare e rendere reale il contatto virtuale che la fa sentire vicina agli affetti lasciati a casa o andare avanti e provare a realizzare i suoi progetti?

Musique Amazigh d’Hier et d’Aujourd’hui, Farida Benlyazid, MAROCCO, 2016, 25′

La tradizione berbera mette insieme poesia e musica affidando agli strumenti a corda un ruolo fondamentale. Compositori e interpreti compiono percorsi iniziatici omaggiando i loro maestri e declinandone gli insegnamenti anche con strumenti contemporanei.

Beti Bezperako Koplak, (In lingua basca Versi di una notte senza mattino) Begoña Vicario, SPAGNA, 2016, 05:53′

Animazione dal segno potente. Nei Paesi Baschi alla vigilia di Sant’Agata i bersolaris, vanno di casa in casa cantando versi e accompagnandosi con il ritmo dei bastoni. La bersolari Maialen Lujanbio, con i suoi versi, fa una cruda denuncia alla violenza di genere.

Tambours battant, Izza Génini, FRANCIA/MAROCCO, 1999, 52′

l battito dei tamburi battenti si propaga nello spazio e lo satura nelle ricorrenze religiose e non, nelle feste, nei raduni di musicisti. Ce ne sono di enormi e di minuscoli, come quelli che volteggiavano sotto le nostre finestre a Casablanca quando ero bambina.Izza Genini

 

Film scelti da Mariann Lewinsky

Musica dal vivo

 

Tulipani 1910, 1′

Lyda Borelli in Ma L’amor Mio Non Muore! Italia,1913

estratto, 5′, bn, Mario Caserini, restauro 2013 Mariann Lewinsky/

Cineteca di Bologna

Lea Giunchi in Lea E Il Gomitolo, Italia, 1913, 5′, Prod. Cines, da Collezione Joye, restauro Cineteca di Bologna

I Pizzi Di Venezia, Italia, 1912, 3′ bn, Prod. Cines, da Collezione Joye, restauro Cineteca di Bologna

La Fee Aux Fleurs, Francia, 1905, 1’22″,

Regia e trucchi: Gaston Velle, prod. Pathé frères

Suffragette Demonstration At Newcastle, 8 Oct 1909, 1′, bn Prod. Pathé frères

Suffragette Demonstration Through London, 19 June 1910, 3′ bn Prod. Pathé frères

Les Femmes Deputees, Francia, 1912, 7’30 col e bn didascalie francesi, Prod. Lux. Con Madeleine Guitty, Madeleine Aubry

Ella Maillart – Double Journey, Mariann Lewinsky e Antonio Bigini, SVIZZERA/ITALIA, 2015, 40’

Nel 1936 due donne si allontanano dall’Europa dove il nazismo trionfa e la guerra si avvicina. Ella Maillart, scrittrice di viaggio, fotografa e sportiva a tutto campo, dalla vela all’ hockey su ghiaccio, parte con Annemarie Schwarzenbach scrittrice e viaggiatrice anche lei. Quel viaggio diventa un mito. Nel libro che ne trae, Ella Maillart parla di due cineprese, ma si pensava che i filmati non esistessero più. Mariann Lewinsky li ha ritrovati.

 

19.00

Mariann Lewinsky: Ricerca, cura e restauro del cinema, la mia avventura.

Incontro con Dominique Cabrera, Elisabetta Pandimiglio, Tatiana Forese.

 

21.00

Corniche Kennedy, Dominique Cabrera, FRANCIA, 2016, 94′

A Marsiglia, una banda di ragazzi provenienti da quartieri nord, in fuga da esclusione e miseria, ha conquistato un lembo di territorio sulle rocce che formano la Corniche, la famosa passeggiata sul mare, una zona di ricchi. Si sfidano in pericolosissimi tuffi dall’alto e la regista filma i voli nel vuoto, le danze sott’acqua. Ma il rischio più grande per i ragazzi non viene dalla sfida all’abisso.

In Between, Tatiana Forese, MAROCCO, 2017, 67’

Cinque donne italiane occupate in modo diverso, con storie e provenienze diverse, che condividono le fatiche e le opportunità della vita di un paese che non è il loro e ci raccontano un nuovo modo di emigrare.

Saletta MyMovies

16.00

Volevo solo cambiare il mondo, di Marco Bazzichi, Italia, 2017, 10′, Associazione Paraplegici Onlus

La cena di Toni, Elisabetta Pandimiglio, ITALIA, 2017, 68’

La vita di Toni era piena e movimentata: un bel lavoro, viaggi, conoscenze, rapporti umani liberi e soddisfacenti. La malattia lo ferma a 53 anni. La cena di Toni racconta tre anni in attesa di un farmaco “immorale” che potrebbe migliorare la sua situazione. La burocrazia è lenta e incomprensibile ma speranza e attesa prevalgono, si prepara una cena per festeggiare con gli amici.

 

Venerdì 10 Novembre

15.30

A Caça Revoluções, Margarida Rêgo, PORTOGALLO, 2014, 11’

1974, Rivoluzione dei garofani. Si guardano le immagini di allora cercando di capire cosa significhi prendere parte a una rivoluzione, battersi per una causa. Si esplorano le relazioni tra due generazioni, due tempi, due modi diversi di lottare e ci si appropria delle immagini fotografate attraverso il disegno.

 

Creatures, Tessa Moult-Milewska, POLONIA, 2015, 10’

La love story di Harold e Matylda, personaggi grotteschi che cercano disperatamente di sottrarsi dall’ostracismo sociale. Provano a modificare la loro immagine per renderla accettabile. Figure intagliate con la stessa tecnica della grande Lotte Reiniger.

Areka (In lingua basca La fossa), Begoña Vicario, SPAGNA, 2017, 06:35’’

Euxebi ha avuto il padre ucciso nella guerra civile e ha subito la repressione franchista. La dittatura è finita da molto ma la memoria negata è difficile da recuperare come i corpi occultati.

Io sono Mia, Sofia Scandurra, ITALIA/GERMANIA/ SPAGNA, 1978, 95’

Primo film italiano realizzato con un team tecnico artistico tutto femminile molto professionale. È tratto dal romanzo di Dacia Maraini Donne in Guerra, lo dirige Sofia Scandurra che lo sceneggia assieme a Lù Leone. La fotografia è di Nurith Aviv, il montaggio di Gabriella Cristiani e le scenografie di Ricci Poccetto. La musica è scritta da Giovanna Marini. In scena Stefania Sandrelli, Michele Placido, Maria Schneider. Inizia con Vannina e Giacinto in vacanza estiva su un’isola. Una serie di incontri segneranno il cambiamento di lei e l’inizio della sua emancipazione. Ai tempi scandalo e odio/amore di pubblico e critica. Copia restaurata.

Rester là-bas, Dominique Cabrera, FRANCIA, 1992, 45′

Dominique Cabrera, che è figlia di francesi nati in Algeria, decide di tornare ad Algeri per incontrare quelli che sono rimasti là e sono oggi cittadini algerini. Cosa ne è della comunità pied-noirs? Un film sulla memoria e sulle percezioni del presente, alla luce delle differenti eredità.

Ici là-bas, Dominique Cabrera, FRANCIA, 1987, 13’

L’Algeria e quel che significa provenire dall’altra costa del mare. C’è chi è partito, ma c’è anche chi ha deciso di rimanere. Per Dominique Cabrera l’occasione di riflettere anche su sé stessa, sul senso dell’impegno politico, delle scelte della realtà e dell’utopia. Anche attraverso il rapporto con la madre testimoniato da una vera e propria intervista.

Ranger les photos, Dominique Cabrera e Laurent Roth, FRANCIA, 2010, 14′

Le foto sono sempre state per me importantissime: compongo sempre gli album come se facessi un film, ordinando le foto come ordino scene e sequenze… Fare foto, sistemarle, dar loro vita, comporta fare delle scelte; amo guardarle, è come fossero delle note, dei quadri, la direzione di un percorso. Dominique Cabrera

19.00

Incontro con Fiorenza e Ludovica Scandurra, Silvia Lelli, Farida Benlyazid, Dounia Benjelloun, Dominique Cabrera.

Presentazione del libro La mia storia inventata di Vincenza Fanizza.

21.00

Les Femmes dans la Musique Amazigh, Farida Benlyazid, MAROCCO, 2016, 25’

Il canto delle donne è parte integrale del patrimonio della cultura Amazigh/Berbera nelle sue forme multiple e variate a seconda delle diverse regioni. Facciamo la conoscenza con alcune musiciste, custodi della tradizione o innovatrici, tutte animate dalla stessa passione capace di attraversare tempi e confini.

L’autre côté de la mer, Dominique Cabrera, FRANCIA, 1997, 89′

Georges, un industriale pied-noir ha deciso di restare in Algeria dopo l’indipendenza. Nel 1994 torna in Francia per un’operazione chirurgica Il destino lo fa incontrare con Tarek, un medico beur, che ha deciso di rifiutare la sua cultura d’origine. L’amicizia che nasce da questo incontro porterà entrambi a rimettere il discussione le proprie convinzioni.

 

Saletta MyMovies

16.00

Conversazione con Sofia Scandurra, Silvia Lelli, ITALIA, 2014, 13’

L’ultima intervista con Sofia Scandurra, scomparsa il 29 agosto 2014. L’intervista è stata realizzata per il documentario ‘La Violenza Invisibile’: Sofia è una delle prime donne a lavorare nell’industria del cinema in Italia e racconta le difficoltà legate al ‘genere’ in quel mondo. Ha firmato importanti regie, co-regie e sceneggiature per tv e teatro e ha fondato a Roma nel 1983 la “Libera Università del Cinema” che ha diretto fino alla sua scomparsa. È la regista di Io sono mia tratto dal libro Donna in guerra di Dacia Maraini.

 

Sabato 11 Novembre

15.30

Aïta, di Izza Genini, MAROCCO, 1988, 26’

Interpretato dagli Cheikhat, i musicisti itineranti, la aïta è un grido che diviene canto, un canto che si trasforma in appello. Può essere un grido di dolore o un grido di amore e speranza. L’interprete è Fatna Bent El Hoceine e il gruppo gli Oulad Aguida

Cédrat, le fruit de la splendeur, Izza Genini, FRANCIA/MAROCCO, 1991, 26’

Perché tanto lavoro ed attenzione sono riservati ai cedri spendenti e profumati che si coltivano in Marocco? Perché nella tradizione ebraica è stato Dio stesso ad indicare a Mosè il cedro come una delle quattro piante da avere durante la celebrazione di Succott, la festa delle capanne. Un ramo di palma, due di salice, tre di mirto e un cedro perfetto.

Pour le plaisir des yeux, Izza Genini, FRANCIA/MAROCCO, 1997, 51’

L’arte del trucco è una magia tutta marocchina. Ci sono donne capaci di trasformare per un giorno una contadina in una principessa quando non in una regina. Due di queste artiste-maghe ci introducono ai segreti della bellezza e della seduzione. Nel nord del Marocco chi pratica il trucco e l’ornamento è una persona importante chiamata Zyana, nel resto del paese Neggaffa.

L’ombra della sposa, Alessandra Pescetta, ITALIA, 2017, 11’

C’è sempre un mare rosso, un mare vivo o morto, che si para davanti a chi va ramingo, in cerca di casa” scrive Stefano D’Arrigo in Horcynus Orca. Entriamo nelle visioni degli ultimi istanti di vita di soldati e marinai scomparsi nelle profondità del Mediterraneo durante la seconda Guerra Mondiali.

Punishment Island, Laura Cini, ITALIA, 2017, 56’

In Uganda c’è la piccola isola di Akampene che, prima di essere sommersa dalle acque del lago Bunyonyi, esprime un desiderio: raccontare la sua tragica storia di sofferenza e morte. Sull’isola, infatti, erano abbandonate le ragazze che restavano incinte senza essere sposate. L’isola racconta, ma parlano anche Mauda, Jenerasi e Grace che si sono salvate. Una storia segreta o già una leggenda?

Pourquoi pas?, Coline Serreau, FRANCIA, 1977, 93’

Fernand, è bisessuale, Louis, omosessuale. Alexa è la donna che vive con loro. Queste, però, sono solo definizioni poco corrispondenti agli equilibri che si compongono e scompongono come le figure che volteggiano sul trapezio nel circo. Tutto può succedere e tutto può cambiare, specialmente se entra in campo qualcun altro. Perché no?

19.00

La Fabbrica della Bellezza di Matilde Gagliardo: riflessioni dell’autrice, dei curatori Tomaso Montanari e Livia Frescobaldi Malenchini e di tutti coloro che hanno contribuito a realizzare l’istallazione.

Incontro con Izza Genini, Sandra Vannucchi, Laura Cini, Alessandra Pescetta.

21.00

La fuga, Sandra Vannucchi, ITALIA/SVIZZERA, 2017, 78’

Silvia ha undici anni, vive a contatto con la grave depressione della madre e si sente incompresa dal padre. Vorrebbe visitare Roma e, dato che nessuno vuole o può accompagnarla, decide di farlo da sola. Comincia così una fuga che la porta a far conoscenza con una quasi coetanea rom che la ospita, per qualche giorno, nel campo in cui vive. Nasce una complicata, ma sincera, amicizia che farà crescere entrambe. Girato in un vero campo rom con i suoi reali abitanti.

Solutions locales pour un désordre global, Coline Serreau, FRANCIA, 2010, 113′

Che cosa si può fare ora per arrestare il declino dell’umanità e contrastare la crisi di cui la Serreau parla da tempo e in largo anticipo? In questo film cult, campione d’incassi ovunque e in Italia mai distribuito, significa anche ritornare a produzioni legate al ciclo millenario della terra. Perché ci sono persone che in ogni parte del globo ci stanno lavorando e fervono teorie e pratiche. Basta saperlo e collegarsi.

Saletta MyMovies

16.00

Les Petits Maestros, Farida Benlyazid, MAROCCO, 2016, 25’

Si chiamano Marowan, Mehdedi, o anche Zakaria. Viaggiando dal nord a sud del Marocco incontriamo il ritmo e la danza dei bambini che, spesso provenienti da famiglie di musicisti, esprimono i loro sogni e le loro ambizioni artistiche ma anche la loro grande gioia di vivere.

Perché sono un genio! Lorenza Mazzetti, Steve Della Casa e Francesco Frisari, Italia, 2016, 62′

Perché sono un genio! Questa è la risposta incredibile che fa accettare una giovanissima Lorenza Mazzetti dal direttore della prestigiosa e selettiva Slade School of Fine Art di Londra. Lorenza aveva alle spalle una tragedia di cui era stata testimone, quella della famiglia dei genitori adottivi, gli Einstein, sterminati dai nazisti nella villa vicino a Rignano. Dal dolore e dal talento nascono due film: Kafka e Together, con cui inizia il Free Cinema britannico.

 

Domenica 12 Novembre

10.00

Performance Artemisia di Bio Fila.

Focus Segnare il tempo: Democrazia, Cinema e Donne.

Esperienze a confronto tra Italia, Svezia, Marocco e Portogallo.

 

15.30

O Pássaro da noite, Marie Losier, PORTOGALLO, 2015, 20’

Nella notte di Lisbona c’è Fernando/Deborah, performer che da trenta anni si esibisce in abiti dorati e luccicanti. Una immersione nei materiali, nei piccoli oggetti e nei lavori di sartoria che permettono le trasformazioni e i travestimenti.

I, the Animal, Michalina Musialik, POLONIA, 2015, 6’

Allegoria animata e feroce di una educazione sentimentale nazista. Dal gioco, per nulla innocente, della sottomissione tra bambini alla teoria e pratica della violenza. Però…

Gure Hormek, (In lingua basca Le nostre pareti), Las Chicas de Pasaik, (Maria Elorza, Maider Fernández), SPAGNA, 2016, 15:13’

Il vicinato delle Casalinghe. Il quartiere delle Insonni. Il chiosco della Madre Sconosciuta. Il sotterraneo delle Donne Sole. La topografia di una città immaginaria e la realtà delle pareti delle case dove la gente vive e lascia le tracce della sua esistenza.

Cosmos, Daria Kopiec, POLONIA, 2017, 2’

Fulminea e fulminate animazione polacca con la materializzazione del desiderio in un corpo che si costruisce per essere amato. Un incontro capace di connettere gli amanti all’intero Universo con molto humor.

Vasa Vasa, Alessia Scarso; ITALIA, 2017, 12’

Il racconto della Passione e Resurrezione del Cristo come viene celebrato nei riti della Settimana Santa di Modica in Sicilia. Al centro della vicenda c’è soprattutto Maria, che dal nero della vestizione tradizionale, attraverso il dolore, il canto, la devozione abbraccia Gesù trionfando sulle tenebre e torna a rivestire il manto azzurro per la gioia dei fedeli.

Tirhas, Francesca Cogni, ITALIA/FRANCIA, 2017, 11’

Tirhas è una giovanissima migrante. Ha appena attraversato una frontiera a piedi, di notte, sulla linea della ferrovia. E’ partita più di un anno fa dall’Eritrea, vuole studiare medicina in Europa. Nella notte Tirhas racconta il suo viaggio e i suoi incontri. Accompagna il racconto un’animazione fatta di segni, colori, simboli.

Gipsofila, Margarida Leitão, PORTOGALLO, 2015, 61’

Una giovane filmmaker ha deciso di riprendere la nonna nel suo ambiente, la casa, registrando le conversazioni che accompagnano l’incontro con l’anziana donna. Ma la nonna, con grande decisione, entra nella regia del film proponendo inquadrature, luci e suggerendo significati di oggetti e relazioni spaziali. La nipote sta al gioco che la relazione di affetto e rispetto impone. Ne risulta un lavoro di commovente intelligenza in cui la differenza di età non conta più e poche stanze diventano un mondo. Qualcosa, ad esempio, nel ritmo e nella scelta delle immagini, ricorda Chantal Akerman.

Giuliana Lai, Marilisa Piga, ITALIA, 2017, 29’

Ritratto dedicato a Giuliana, sorella e compagna di vita, di sogni e di opere dell’artista Maria Lai. Il senso è quello di conservare memoria visiva e sonora della sua persona e dei suoi lavori di artigiana-artista capace di tirare le fila di qualsiasi tessuto o stoffa. Giuliana, di due anni più giovane di Maria, è scomparsa nel 2012. Nel ritratto è lei stessa che racconta il suo modo di stare al mondo e di lavorare con la sua macchina da cucire trasferendo un’instancabile immaginazione in trame e oggetti di stoffa.

Io sono nata viaggiando, Irish Braschi, ITALIA, 2013, 74′ – Incontro con Dacia Maraini

Documentario “interpretato” da Dacia Maraini che ripercorre luoghi e vicende della sua vita straordinaria regalandoci ricordi ed emozioni. Luoghi reali, Sicilia, Egitto, Giappone e luoghi dell’anima dove abitano gli affetti e i compagni più cari, Moravia, Pasolini, Maria Callas. La voce narrante, in realtà il pensiero della scrittrice è affidata alla voce di una bravissima doppiatrice Maria Pia di Meo.

19.00

Incontro con Alessia Scarso, Francesca Cogni, Margarida Leitão, Marilisa Piga, Nicoletta Nesler, Anya Camilleri, Gabriella Rosaleva, Marta Zoffoli.

21.00

CONSEGNA PREMI GILDA

A Girl Of No Importance, Anya Camilleri, UK, 2017, 15’

Ogni anno si contano circa diecimila ragazze rapite o comprate nei paesi dell’Europa orientale e avviate alla prostituzione. Spesso sono minorenni. Alina, sedici anni, è una di loro e cerca di uscire da questo incubo fuggendo attraverso il centro di Roma, città bellissima dove, però, non trova nessuno di cui si possa fidare.

Viaggio a Stoccolma, Gabriella Rosaleva, ITALIA, 2017, 15’

Il viaggio che Grazia Deledda compie nel 1927 per ritirare il premio Nobel per la Letteratura, dalla Sardegna a Stoccolma. Occasione in cui la scrittrice rivive gli episodi fondamentali della sua esistenza e incontra i personaggi dei suoi romanzi con cui discute il senso dello scrivere, della memoria e della vita stessa.

Contro l’ordine divino, Petra Biondina Volpe, GERMANIA/SVIZZERA, 2017, 90’

Un’esilarante commedia sulle serissime vicende e sulle lotte che hanno determinato il raggiungimento del diritto di voto per le donne svizzere . Film originale e assolutamente coinvolgente, centrato sulla quotidianità di un gruppo di donne che hanno saputo ribellarsi ad un “ordine divino” sostenuto da retrogradi e reazionari fuori tempo massimo. Si ride sull’ottusità dei sostenitori della tradizione a tutti i costi e si fa il tifo per tutte quelle donne che attraverso le loro piccole rivoluzioni domestiche si battono, non solo in Svizzera, per eliminare le disuguaglianze di genere.

Saletta MyMovies

16.00

À Travers les Vallèes en Fleurs, Farida Benlyazid, MAROCCO, 2016, 25′

Il Festival Ahidous si svolge ogni anno ad Ain Leuh e riunisce i principali gruppi berberi attraverso le valli fiorite da Tsiwant a Ouarzazate. Gesti e coreografie antiche accompagnano musica e canto.

 

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