Giovani maestre del cinema italiano

Giovani maestre del cinema italiano

Agli inizi del Festival Internazionale di Cinema e Donne di Firenze, il cinema Italiano, per quanto riguarda la regia era davvero una storia di soli uomini.
Vantava due grandi maestre, Liliana Cavani e Lina Wertmüller e una sceneggiatrice di fortissima personalità autoriale: Suso Cecchi D’Amico.
Oggi molte giovanissime, con grinta e determinazione, pur nella difficile situazione produttiva e soprattutto distributiva, provano a fare del cinema la loro professione o forma d’arte.
C’è in mezzo una generazione di “giovani maestre” che hanno già prodotto una filmografia importante e ricevuto premi e riconoscimenti.
Come Alina Marazzi e Marina Spada, due personalità diverse, ma ugualmente interessanti, che amiamo molto e delle quali aspettiamo sempre con fiduciosa impazienza i nuovi film.
Sono entrambe milanesi, e qualcuno ha parlato di “scuola milanese” . Entrambe fanno cinema “per far vivere il mondo”e qualcuno ha parlato, per loro, di “cinema etico”. Ma le somiglianze finiscono qui.

Alina Marazzi partecipa alle esperienze milanesi degli Indipendenti tra sperimentazione e cinema. Collabora con Studio Azzurro, si occupa dei laboratori visivi nel carcere di San Vittore. Poi incanta tutti con Un’ora sola ti vorrei. Film estremamente personale, centrato sulla vita intensa e interrotta di sua madre, Liseli Hoepli, commovente e coinvolgente. Con Vogliamo anche le rose realizza, probabilmente, il miglior documentario su almeno quindici anni di lotte femminili, continuando nella pratica dell’esperienza privata del diario per ripercorrere la storia collettiva.

Per il suo primo fim narrativo, Tutto parla di te (saletta Mymovies mercoledì 9 ore 17.00), trova il modo di parlare della maternità infrangendo i cliché e i tabu che ne circondano la rappresentazione, non solo cinematografica. Utilizza al meglio la sua esperienza di raffinata docu mentarista e la sua personale chiave poetica per affrontare discorsi difficili anche ai limiti dell’indicibile.

Ritorno al documentario per il felice incontro con la personalità di Anna Piaggi, una giornalista che si occupava di moda a partire dalla propria originale maniera di avvicinarsi agli abiti, come oggetti e come idee, dalle grandi sfilate ai mercatini dell’usato: Anna PiaggiUna visionaria della moda (Cinema La Compagnia domenica 6 ore 16.30).

Marina Spada inizia lavorando in RAI ed è assistente alla regia per Benigni e Troisi.
Si diploma alla scuola del Piccolo Teatro di Milano e consegue una laurea in Storia della Musica. Fa anche esperienza come organizzatrice di concerti a tournèe (Finardi e Alberto Camerini). Nel anche una radio libera. Nel frattempo realizza documentari e servizi televisivi.

E’ docente dagli anni 90 presso la Civica Scuola di Cinema di Milano. Si specializza in apprezzatissimi Video Ritratti tra cui Fernanda Pivano, Francesco Leonetti ed altri.

Arti figurative e musica sono indissolubilmente legati al suo cinema. La sua costante tendenza alla sperimentazione anima produzioni indipendenti e digitali. Tra Marina Spada e Milano un legame profondo e indissolubile come dimostrano lo splendido lavoro dedicato alla milanesissima poetessa Antonia Pozzi e Il mio domani che presentiamo in Festival (Saletta Mymovies domenica 6 ore 17.00).

 

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