I Premi del 35°

I Premi del 35°

Festival Internazione di Cinema e Donne di Firenze IWFFF

La 35° edizione del Festival fiorentino Incontri Internazionali di Cinema e Donne, titolo dell’anno Volver, ha registrato grande soddisfazione di pubblico e organizzatrici, che hanno accolto ben 18 registe tra maestre affermate, esordienti e scoperte e presentato 49 film tra corti medi e lungometraggi.

Una vera maratona, molto seguita sia dai giovani che dai cinéphiles di lungo corso. Molto amate la svizzera Séverine Cornamusaz entusiasmante scoperta del Festival e le due grandi autrici dell’Est: Marie Poledňáková (Repubblica Ceca) e Dorota Kedzierzawska (Polonia), l’italiana Fabiana Sargentini con il suo primo lungometraggio introdotta dal mitico Morando Morandin, collaboratore per il soggetto e la sceneggiatura:molto entusiasmo per la straordinaria coppia dell’animazione portoghese: Regina Pessoa e Abi Fejiò..

Fabiana Sargentini

Quest’anno le animazioni hanno costituito un’importante sezione del festival, che ha registrato un gradimento superiore alle aspettative con bei lavori di giovanissime autrici europee e anche, a sorpresa, una piccola personale della maestra bielorussa Elena Petkevich.Poi l’ultiomo lavoro la più importante regista marocchina Farida Benlyazid e la giovanissima Ulrike Mothe, documentarista della Bauhaus University di Weimar. Insomma grandi personalità e giovani autrici, varietà di temi, anche se lo slogan della 50 giorni “Respect Woman”, lanciato con il restauro del prezioso Wanda di Barbara Loden, è stato ricordato molte volte dall’impegno contro la violenza di autrici e opere. Molto apprezzati e frequentati anche gli appuntamenti più impegnativi: il cantiere del documentario La violenza invisibile tenuto da Silvia Lelli e Matilde Gagliardo presso l’Istituto Francese e il focus sui temi della storia e della memoria, tra documentazione e fiction, presso L’Istituto Tedesco.

Il doppio Sigillo della Pace, il Premio in collaborazione col Comune di Firenze che, unico al mondo, sottolinea maestria e utilità sociale in film a regia femminile.

Per il film documentario alla franco-tunisina Nadia El Fani per

Nadia El Fani

Même pas mal di Nadia El Fani e Alina Isabel Pérez, Francia, 2012, 66’

Motivazione

Per il coraggio di aver condiviso con il più largo numero possibile di persone, attraverso il cinema, la sua duplice battaglia per la vita contro la malattia e la violenza oscurantista che nega cittadinanza e diritti alle donne. Per il talento grazie al quale, mirabilmente, mette in relazione, una storia privata, ma largamente condivisa, con gli avvenimenti e gli scontri sui temi fondamentali della laicità e della libertà di pensiero e di azione che hanno caratterizzato la storia recente della Tunisia e di tutta l’Africa mediterranea. Nadia El Fani pratica un particolarissimo stile di documentazione sociale coinvolgente, personale, antiretorico, spesso ironico, e molto efficace nel diffondere informazioni e speranze, aprendo varchi attraverso i quali superare i muri del silenzio e della paura.

Per il film lungometraggio a soggetto a Kadija Leclere per

Sylvia Berge

Le sac de farine di Kadija Leclere, Belgio/Tunisia/Marocco, 2012, 92’

Per aver portato sullo schermo una tematica di grande rilievo, quella dei nuovi cittadini europei, cresciuti tra due culture, due lingue e due tradizioni, che devono riuscire ad elaborare una sintesi positiva del loro duplice bagaglio esistenziale. Questo percorso di formazione e di scelta, molto complesso e difficile, è narrato con sensibilità, maestria e chiarezza da Kadija Leclere in un film fortemente autobiografico. Molto sincero e coinvolgente, lascia, ed è un pregio, parecchie domande senza risposta e ci avvicina ad un Marocco dell’anima e della famiglia lontano dalle immagini convenzionali del turismo e dei tanti film a diffusione planetaria girati nel paese. Una menzione speciale per le bravissime attrici che interpretano il personaggio protagonista: Rania Mellouli (Sarah bambina) e Hafsia Herzi, (Sarah adulta).

Il premio Gilda attrice è stato attribuito a Sylvia Bergé splendida figlia d’arte e “attrice societaria” dell’immensa Comédie-Française, felicemente ed entusiasticamente coinvolta nel ruolo di moglie del Presidente della Repubblica francese dalla regista Dominique Cabrera nella tragicommedia politica Ça ne peut pas continuer comme ça!

Severine Cornamusaz

Due premi Gilda libro: uno per Le dive italiane nel cinema muto, di Cristina Jandelli Ed. L’Epos, 2006. E l’altro per I miei luoghi, conversazione con Michelle Porte di Marguerite Duras, Ed. Clichy 2013.

Il premio del pubblico Alida Valli miglior cortometraggio (Giuria Senior)

è andato a

Il sole a scacchi: racconti della fortezza

di Sara Barbanera, Italia 2013, 15’.

Motivazione

Il sole a scacchi fa conoscere un’esperienza di assoluta avanguardia nel panorama carcerario italiano. Permette allo spettatore di avvicinarsi, in modo diretto e immediato, ai protagonisti delle “cene galeotte” del carcere di Volterra, registrandone opinioni ed emozioni.

Questi protagonisti sono gli ideatori delle “cene”, quelli che le sostengono, i responsabili e gli operatori carcerari, i detenuti che le animano e coloro che partecipano a questi appuntamenti superando stereotipi e pregiudizi.

Il premio del pubblico Anna Magnani miglior cortometraggio (Giuria Junior) è andato a

Farida Benlyazid

Kader

di Esin Ozbanazi, Germania, 2013, 13’.

Kader mette in scena con sensibilità e fantasia una storia giovane e mediterranea. Apprezzabili, la costruzione della storia, le animazioni, e l’atmosfera evocativa.

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