La forza del vero

La forza del vero così chiamava Gandhi il suo metodo di lotta nonviolento. Quasi a suggerire che la violenza più grande è quella che nega o occulta la verità rendendo tutti e ciascuno incapace di scegliere e decidere liberamente.

Non a caso questo tema, il rapporto tra immagini del mondo e verità, la possibilità di ascoltare “voci fuori dal coro” ha percorso il Festival del 2011, specialmente nella sua ampia sezione dedicata alla documentazione, nell’accezione più ampia del termine.

Abbiamo visto, un lato, le testimonianze filmate di un’annata che ha visto le donne (registe e attrici spesso organizzatrici e portavoce) molto impegnate e spesso visibili, attraverso decise prese di posizione e manifestazioni che hanno riempito le piazze. Dall’altro l’intervento efficiente ed efficace di gruppi e associazioni che del lavoro delle donne nella comunicazione visiva, del suo valore e delle sue speranze si fanno carico. Due le presenze e molto significative nelle loro differenze, entrambe interne al nuovo protagonismo femminile, una di livello nazionale Maude, basata a Roma e composta di professioniste del cinema in tutti i suoi ruoli e mediattiviste che ha presentato a Firenze un esempio di flash movie per discussione e mobilitazione e una locale, splendida novità: Ada composta da una pattuglia agguerrita di documentariste toscane che si propone come cantiere aperto per lo sviluppo di una cultura del documentario e organizza iniziative a ripetizione per questo fine. Le ADA (acronimo che identifica le autrici dell’Associazione Documentaristi Anonimi) danno vita a laboratori di formazione, rassegne di documentari ecc. Soprattutto si pongono come luogo di scambio di idee e di sostegno strutturale per chi opera o vuole operare nel settore.

Citiamo un passo del loro manifesto-dichiarazione di intenti:

……ci piace chiamarci ‘anonime’, in senso un po’ provocatorio, controcorrente, in un mondo di ‘protagoniste-i del nulla’, di cosiddetta ‘informazione’ incoerente, parziale, spesso scorretta.

- non ci piace restare ‘anonime’, ma sottolineiamo di esserlo, mentre cerchiamo di diffondere un’informazione più completa e più articolata, con linguaggi artistici e sociali più adeguati alla complessità delle realtà umane, documentando fatti e condizioni reali che spesso si perdono, passano inosservati o vengono deliberatamente nascosti.

Tale anonimato è ancora, indiscutibilmente, la condizione attuale dei- delle documentariste, lo si vede dai mercati e dalla scarsissima distribuzione. Ma abbiamo osservato una nuova tendenza del pubblico, soprattutto giovane, che chiede di vedere documentari, assumendo così una posizione politico-culturale che si oppone all’informazione-rappresentazione-comunicazione contraffatta, facile e disponibile in gran quantità sui nuovi media. Vogliamo rispondere a queste richieste offrendo materiale da vedere e su cui riflettere.

Ricordiamo

Targato ADA il film premiato dalla giuria del pubblico Alida Valli formata da donne fiorentine impegnate nella cultura e nell’attività sociale e Landmarks nel loro campo di attività L’infanzia di Orlandino. Antonio Pasqualino e l’Opera dei pupi realizzato da Matilde Gagliardo, assieme a Francesco Milo. Una ricostruzione appassionante dello straordinario incontro siciliano tra l’epica cavalleresca e le rappresentazioni popolari, attraverso la vita del più famoso e battagliero amico dei pupi, il chirurgo e antropologo Antonio Pasqualino, fondatore del Museo Internazionale delle Marionette a Palermo.

La giuria Anna Magnani (Studenti universitari del DAMS, Scienze della Formazione e delle università straniere con sede a Firenze) invece ha scelto Seeing Red: Stories of American Communists di Jim Klein, Julia Reichert. Un docufilm dedicato ad una pagina poco nota della storia americana, sorprendente per molti versi, ricchissimo di informazioni per chi si occupa professionalmente o è interessato alle questioni, sempre aperte, della partecipazione politica e della cittadinanza democratica. Faceva parte della retrospettiva dedicata alla distribuzione indipendente, made in Usa, New Day.  Dunque sempre sulla linea della produzione indipendente e della Forza del vero.

Da tutta questa energia e da tutto questo interesse del pubblico ci aspettiamo, per quest’anno, grandi cose.

banner ad