Persona, Festival 2015

Il manifesto è la pelle del Festival. E’ l’oggetto erotico che lo accompagna per tutta la
sua vita. Una promessa di piacere che lo precede. Durante la manifestazione svolge
funzioni essenziali e autonome. Leggero diaframma, protegge/offre immagine e
pensiero ad ogni tipo di spettatore. Introduce presentazioni, pubblicazioni, supporti di
film e dvd, sostenendo l’impatto di mani attente e sensibili o distratte e frettolose.
Attrae e cattura sguardi e obiettivi. Scala muri e occupa spazi, autorizzato, ma anche
no.  Lavoro tosto da Cyborg. Se bello, lo è anche in frammento strappato. Viaggia
veloce sui media con le modalità di Alice nel paese delle Meraviglie, diventando
piccolissimo come un tag sulle news dei dispositivi di ricezione privata ed enorme
sugli schermi di proiezione pubblica.Viaggia anche nel tempo e quando ha assorbito
sufficientemente  atmosfere, contenuti ed eventi, ne diventa segno/parte  indissolubile
e significante della memoria del festival. Capace di tutto questo e di altro ancora, il
dono prezioso di Gianni Dorigo per la 37a edizione del Fastival Internazionale di
Cinema e Donne di Firenze Persona.    Perfetto nella capacità di adesione al tema e ai
contenuti del festival. Prezioso nell’ideazione artistica e nell’equilibrio armonico degli
elementi che lo compongono.
Tensioni cromatiche iscritte nella luce, la materia stessa del cinema. Colori caldi nella
scacchiera delle complessità e protagonismo delle figure che scattano nei grigi
rifiutando di fondersi nel colore. Relazione, complessità e complementarietà nei
primi piani delle donne del maestro del Nord Ingmar Bergman: sguardi in macchina,
coraggio e forza. Testimonianza dell’essere al centro della vicenda film, e della storia
in senso più ampio, con consapevolezza, senza arroganza. Bello il sorriso, un po’
nascosto e non enigmatico di Margarethe von Trotta virata nelle luci della Gioconda.
Colpo d’occhio potente e imprintig duraturo negli sguardi e nei cuori.