Re-Inventare l’età matura (2010)

Re-Inventare l’età matura (2010)


Regia: Sara Maino – Libera Universita dell’Autobiografia di Anghiari
Mnemoteca del Basso Sarca comune di Arco
Laboratorio condotto da Beatrice Carmellini
Novembre 2009 – Gennaio 2010
Interpreti: Angioletta, Clara, Elisabetta, Grazia, Iva, Laura, Lorenza, Lucia, Maddalena, Nadia, Natalia, Rina, Rita, Rosanna.
Italia, 2010, col., 10’
Martedi 9

Riappropriarsi del proprio passato, stabilire collegamenti tra esperienze diverse, trovare le linee di interpretazione che permettono di meglio capire quello che è accaduto e quello che accade qui ed ora. Orienteering, privatissimo ma di gruppo, tra storia e memoria.

Il progetto in breve

Re-Inventare l’età matura. Ricerca attorno alla seconda età adulta delle donne che negli anni Sessanta e Settanta “uscirono dal bozzolo”.

Premessa

La ricerca intende lavorare intorno alla domanda: “Cosa significa per le donne nate fra il 1940 e il 1957 dover inventare anche la propria realtà matura e vivere oggi una seconda maturità?”

La finalità della ricerca corre su un doppio binario:

  • conoscere come vivono la loro seconda età adulta le donne che in gioventù – secondo esperienze diverse, individuali e/o collettive – hanno messo in discussione gli schemi dei ruoli femminili per come allora erano socialmente dominanti o non li hanno messi in discussione ma sono consapevoli dei cambiamenti avvenuti.
  • produrre contesti per l’auto-riflessione delle donne protagoniste, capaci di significare e ri–significare le realtà oggetto della narrazione.

Obiettivi specifici

  1. Un obiettivo di conoscenza. Ricostruire autobiograficamente il passaggio alla seconda età adulta delle donne attraverso la narrazione.
  2. Un obiettivo di auto-formazione. Facilitare consapevolezza e conoscenza di sé nelle donne narranti, in riferimento ai temi oggetto della ricerca, ma anche nelle donne in generale, attraverso la restituzione di quanto emerge da coloro che si raccontano.

Ai primi due possono essere correlati:

  1. Un obiettivo educativo ed etico. Indagare, descrivere e assumere criticamente una esplicita responsabilità generazionale nei confronti delle altre donne, attraverso l’analisi e la elaborazione delle “orme e delle eredità” di genere che questa generazione di donne lascia e propone.
  2. Un obiettivo politico. La ricerca potrebbe trovare risposte intorno ad altre domande cruciali: quali sono i desideri dell’età matura delle donne protagoniste? La loro libertà, la loro autodeterminazione hanno ancora bisogno del gruppo, “delle altre”? E della politica? Quali sono le dimensioni della società, delle politiche, del welfare attorno – o contro – cui varrebbe la pena vivere una “seconda ribellione”?

Approccio metodologico

La ricerca utilizzerà l’approccio narrativo e la pratica autobiografica per esplorare, attraverso la scrittura, le esperienze e i saperi delle donne coinvolte intorno alla seconda età della vita.

Il pensiero narrativo privilegia la costruzione di storie come modelli interpretativi della realtà; attraverso la narrazione la mente organizza la conoscenza attribuendo significati, valorizzando gli aspetti semantici e trasformando l’esperienza in una storia coerente.

Il laboratorio autobiografico è pensato come uno spazio di meta-riflessione all’interno del quale si sperimentano dispositivi di scrittura di sé dando forma alle proprie rappresentazioni condividendo interpretazioni di sé, dell’altro e del mondo.

banner ad