Le “Barsane” – Venditrici ambulanti dalla Toscana al Nord Italia (2009)

Le “Barsane” – Venditrici ambulanti dalla Toscana al Nord Italia (2009)

Progetto e ricerca storica: Adriana Dadà
Regia: Nancy Aluigi Nannini.
Italia, 2009, Mini dv col., 30′
Martedi 9

Il videodocumentario Barsane: Venditrici ambulanti dalla Toscana al Nord Italia è il frutto di un lavoro pluriennale sul tema “Donne, lavoro, migrazioni” in un’area della Toscana, la Lunigiana, che, per almeno due secoli, ha visto partire donne e uomini da una zona “arretrata” per lavorare in altre aree dell’Italia e all’estero.

La documentazione archivistica segnala già nella prima metà dell’Ottocento,- in tempi di prevalente migrazioni maschili – una presenza notevole per quei tempi di donne che si spostano per lavoro o per mendicare. Nel secolo seguente questi flussi divengono ancor più ampi e le donne, da sole, con la famiglia, o “serve” di piccoli imprenditori – i “padroni” – si specializzano nella vendita ambulante di piccola chincaglieria e maglieria. Il loro lavoro si svolge girando cascine, piccoli borghi o periferie della città, per vendere “porta a porta”, in un’area che va dal Nord dell’Emilia alla Bassa Lombardia ad alcune zone di Piemonte e Veneto. Dai primi passaporti ottocenteschi quest’area definita Bresciana, si trasforma nel linguaggio dialettale in barsana e barsan vengono chiamati quelli che partono, dapprima con un lavoro stagionale; dagli anni ’30 del Novecento saranno costretti a sedentarizzarsi a causa delle leggi fasciste su lavoro e migrazioni, facendo poi “fortuna” nel periodo del boom economico postbellico. In quella fase la specializzazione nella vendita di maglieria si farà ancora più definitiva, anche grazie al legame con il settore produttivo in espansione, in particolare con il distretto di Carpi.

La memoria di queste migrazioni che hanno creato una catena di microimprenditorialità specializzata è rimasta sepolta a causa della nicchia produttiva in cui queste donne si sono collocate, quella della vendita ambulante, dapprima itinerante e generica, poi specializzata nel settore della maglieria; sepolta per il non riconoscimento di genere dato a questo lavoro, definito genericamente dei “barsan”, annullando nel maschile plurale una forte e fondamentale presenza femminile, d’altronde testimoniata dalla documentazione archivistica e dalla memoria “diffusa”. Una memoria sepolta anche dagli studi sul secondo dopoguerra che si occupano degli aspetti preminenti legati al boom economico – crisi del settore agricolo, sviluppo dell’industrializzazione, migrazioni di massa dal Sud -, dimenticando la complessità del fenomeno, al quale appartengono anche in varie parti del paese settori di produzione apparentemente “arretrati”, come il lavoro a domicilio, il lavoro a nero e, appunto, il commercio ambulante.

Con questo lavoro abbiamo recuperato la storia e le storie di individui in carne ed ossa, dando letteralmente volto e voce a un centinaio di donne che rappresentano le migliaia che hanno vissuto questa esperienza. Donne uscite da un mondo contadino fra i più arretrati per arrivare nel Nord Italia, in un’area che è stata il cuore dello sviluppo economico sia della prima fase d’industrializzazione, che nel secondo dopoguerra. Qui queste donne con le loro famiglie, attraverso un lavoro duro e poco riconosciuto, hanno potuto emergere sia dal punto di vista economico che identitario.

Anche se il loro ruolo di piccole imprenditrici e di breadwinners è stato nascosto a lungo da scelte politiche e culturali non rispettose della differenza di genere, le storie di queste donne e di tanti gruppi familiari ricostruiti fino a tre generazioni antecedenti l’attuale, attraverso le fotografie e le fonti orali, ci offrono materiali di riflessione sia a livello storico che sociale.

Sul piano storico ci sarà da interrogarsi ora ancor di più sul modello di sviluppo italiano che, ancora nella fase del “miracolo economico” del secondo dopoguerra, usa modi “arcaici” di espansione economica come il lavoro femminile e minorile, le migrazioni stagionali, i sottocircuiti commerciali come quello dell’ambulantato, che paiono appartenere a modelli economici da ancien régime.

Il progetto, partito dalle ricerche in archivi statali e comunali, ha puntato a far emergere la memoria femminile e della storia delle donne nell’area, con un articolato programma di interventi sul territorio del comune di Bagnone – il punto di partenza più importante di queste migrazioni – attraverso conferenze, eventi, laboratori, coinvolgimento delle scuole del Comune e della Lunigiana, vere e proprie campagne di sensibilizzazione e di “scavo”, che hanno permesso di rintracciare materiali documentari, in particolare fotografie e fonti orali.

Nelle maggior parte delle occasioni le videoregistrazioni sono state realizzate con gruppi di donne attivatesi sul tema e “protagoniste”, oltre che della storia, della ricerca. Questa impostazione della ricerca partecipata, o, come amiamo definirla, “corale”, produce materiali particolarmente significativi perché attiva una memoria viva, in qualche caso quella memoria contemporanea agli avvenimenti, con tutta la spontaneità e vivacità poi restituite dal montaggio. La ricerca congiunta di fotografie e fonti orali, se in qualche caso ha creato problemi alla videoregistrazione, ha permesso in molti casi un’interazione costante fra le memorie individuali e quelle “corali” che ha arricchito non poco la ricerca. Invece di mettere in scena le interviste in un ambiente controllato, abbiamo infatti preferito seguire le persone nei loro luoghi e negli spazi privati. Il lavoro di montaggio ha cercato di render conto, non solo del fenomeno quasi sconosciuto di questo lavoro ambulante delle “barsane”, ma anche del processo da cui sono nati i materiali sia videoregistrati che fotografici.

I materiali prodotti dalla ricerca sono stati depositati presso il Museo Archivio della Memoria di Bagnone; la parte della ricerca documentaria e fotografica ha dato vita al volume Barsane. Venditrici ambulanti dalla Toscana al Nord Italia (Firenze, Morgana, 2008) e una mostra, Le Barsane, esposta nei locali del Museo e visibile nel museo virtuale del sito.

Il videodocumentario è visionabile anch’esso nel sito del Museo Archivio, insieme ad altri, prodotti da Adriana Dadà e Nancy Aluigi Nannini, dedicati alla storia di donne e uomini migranti: Donne, uomini e bambini in guerra, Donne di Lunigiana, parte I e parte II, Valigie di cartone, Bagnone-Losanna-Casablanca. Da Bruno a Omar, Donne di Lunigiana in Svizzera.

www.museoarchiviodellamemoria.it/ (sezione museo virtuale, in fase di ristrutturazione che sarà terminata entro la fine di ottobre).

Il video ha vinto nel 2009 il premio del primo concorso per la videoricerca bandito dall’Associazione di Storia Orale (AISO), che si impegna con quell’atto a “farlo circolare nelle sedi istituzionali, università e sedi culturali”.

ADRIANA DADA’

Ricercatrice di Storia Contemporanea dell’Università di Firenze.

Svolge da tempo ricerche sulle fonti per la storia delle migrazioni in Italia – soprattutto documentali, fotografiche e orali – con particolare attenzione alla parte femminile. Ne sono nati volumi monografici su un mestiere molto diffuso nei secoli passati e rimosso nella memoria come nella ricerca storica, come quello su Balie da latte, di testimonianze di donne migranti oggi, raccolte nella stessa area nella quale era stata ricostruita la vicenda delle balie da latte, archetipi delle attuali colf e “badanti”(Verso altri mondi), di gruppi familiari emigrati in California (La Merica), di storie completamente sconosciute di donne venditrici ambulanti dalla Lunigiana al Nord Italia ( Le “Barsane”). E’ così emersa una “memoria corale” di fenomeni rimossi come quelli delle migrazioni femminili e le conseguenze sulle parti più deboli delle famiglie, i figli, e più in generale, sulla società di partenza, sia per quanto riguarda le trasformazioni dell’identità femminile, che i rapporti fra i due generi. Storie di donne e uomini italiani che fanno da specchio alla realtà odierna, alla quale ha dedicato attenzione sia attraverso progetti specifici, che all’interno di ricerche – svolte come “scavi stratigrafici” – degli spostamenti soprattutto in tre aree: Valdinievole, Provincia di Prato, Lunigiana. Molti materiali di tipo multimediale, derivanti dalle campagne di “scavo stratigrafico” della memoria dei fenomeni migratori in alcuni territori sono depositati in biblioteche pubbliche ed hanno dato vita a una serie di videodocumentari.

a) volumi

Il lavoro di balia. Memoria e storia dell’emigrazione femminile da Ponte Buggianese nel ‘900, Pisa, 1999, p. 126.

Balie da latte. Istituzioni assistenziali e privati in Toscana tra XVII e XX secolo, Firenze, 2002 (con mostra di 43 pannelli, Ponte Buggianese – Firenze, 2001-2002).

La Merica. Bagnone, Toscana – California. Donne e uomini che vanno e che restano, Firenze, 2006, p. 94.

Verso altri mondi: donne e uomini migranti [con Nancy Aluigi Nannini], Pisa, 2004, p. 144.

Barsane. Venditrici ambulanti dalla Toscana al Nord Italia, Firenze, 2007, p. 94.

Migrazioni di donne “invisibili”: serve e balie fra Ottocento e Novecento, in Donne in viaggio, viaggi di donne, a cura di Rita Mazzei, Firenze, Le Lettere, 2009, p. 111-43.

Balie, serve, tessitrici, in Storia d’Italia. Annale: Migrazioni, Torino, Einaudi, 2009, p. 107-21.

b) Mostre, Cd-rom, video, DVD

Gente di Toscana. Nostre storie nel mondo, consulenza scientifica per la mostra di 45 pannelli , Cdrom e catalogo a stampa, Firenze, Consulta Regionale dei Toscani all’Estero, 2000.

Balie da latte. Istituzioni assistenziali e privati in Toscana tra XVII e XX secolo, mostra di 43 pannelli, Regione Toscana – Comune di Ponte Buggianese, Istituto degli Innocenti di Firenze, Firenze, 2001-2002.

Donne e uomini migranti: ieri e oggi, video di 35 minuti, Prato, Provincia di Prato, 2002 (con allegato opuscolo di 16 pagine).

La Merica. Bagnone, Toscana – California. Donne e uomini che vanno e che restano, mostra di 7 pannelli, Firenze, Consiglio Regionale della Toscana – Comune di Bagnone, Firenze, 2004.

Donne di Lunigiana nel Novecento, parte I, video di 45 minuti, Regione Toscana – Comune di Bagnone-Portofranco – Provincia di Massa, 2006.

Bagnone- Losanna – Casablanca. Da Bruno a Omar, video di 90 minuti realizzato con riprese a Bagnone, Losanna e Casablanca, Regione Toscana, Comune di Bagnone, 2007.

Donne e uomini migranti: il valore sociale della memoria, DVD (allegato al volume), Prato, Provincia di Prato, 2007.

Donne di Lunigiana nel Novecento, parte II, video di 65 minuti, Regione Toscana – Comune di Bagnone, – Provincia di Massa, 2007.

Le Barsane della Lunigiana. Venditrici ambulanti dalla Lunigiana al Nord Italia, mostra di 7 pannelli, Regione Toscana, Comune di Bagnone, 2007.

Le Barsane, video di 30 minuti, Regione Toscana – Comune e Museo Archivio della Memoria di Bagnone, 2008.

Donne di Lunigiana in Svizzera, video di 45 minuti, Bagnone, 2009.

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