Scheda film ‘A Santanotte

‘A SANTANOTTE

Regia.: Elvira Notari; Sceneggiatura.: Elvira Notari e Nicola Notari dalla omonima canzone di E. Scala (versi) e F. Buongiovanni (musica). Interpreti.: Rosè Angione (Nanninella), Alberto Danza (Tore Spina), Eduardo Notari (Gennariello), Elisa Cava (madre di Tore), Carluccio, uno studente della scuola di recitazione della Dora Film. Produzione: Films Dora “Serie grandi lavori popolari”, Napoli, 1922.

Nuovo restauro a cura di: Cineteca Nazionale, Associazione Orlando, George Eastman House, effettuata presso il laboratorio L’Immagine ritrovata. Formato 35mm, colore. Durata: 60’

La dolce Nanninella, inserviente in un caffè, mantiene con il suo salario il padre Giuseppone, un ubriacone che la maltratta e si approfitta della sua bontà. Corteggiata da Tore, la ragazza vorrebbe fidanzarsi con lui, ma il padre preferisce prometterla in moglie a Carluccio, che lo convince dicendogli che se lo accetterà come genero gli pagherà per sempre da bere. Istigato da Carluccio, Giuseppone ha una lite con Tore, durante la quale precipita in un burrone e muore. Tore viene accusato dell’omicidio da Carluccio ed è arrestato. Disperata, Nanninella accetta di sposare Carluccio nella speranza di strappargli una prova dell’innocenza di Tore. Riesce a strappargli la confessione il giorno stesso del matrimonio e vorrebbe fuggire a portare la notizia all’amato, che nel frattempo è evaso dal carcere,, ma Carluccio la uccide con un colpo di pugnale. Raggiunta da Tore, Nanninella muore tra le sue braccia.

In questo “dramma popolare passionale” (come recita il sottotitolo) che fu uno dei più grossi successi della Dora Film, il personaggio di Nanninella è una presenza dolente esposta alla sventura: angariata dal padre, malinconica e martire, è una della maschere moderne cui la Notari ha dato forma nella sua Serie grandi lavori popolari. Il film, come gli altri della serie, è tratto da una canzone popolare di grande successo ed ha molte riprese in esterni: “Ammiratissimo in ‘A Santanotte l’affiatamento di tutti gli interpreti ed i meravigliosi esterni di Napoli immortale».

(F. Pinto in “La rivista cinematografica”, Torino, 25 settembre 1922)

“Con ‘A Santanotte Elvira  Notari gira ancora una volta una pellicola imperniata sulla vita durissima di una donna del popolo. La sua eroina, Nanninella, concepita probabilmente come continuazione di Assunta Spina, supera il suo modello per l’indipendenza esibita in vario modo e per la sua superiorità nei confronti della controparte maschile. La storia fornisce una prospettiva inusuale sulla vita delle donne povere e maltrattate degli strati più miserabili della società italiana”.

Mira Liehm, Passion and Defiance : Films in Italy from 1942 to the Present, University of California Press, Berkeley 1984.