Dunia

di Jocelyne Saab
Francia/Libano/Marocco, 2005, 110’

dunia_01Le eleganti curve del collo di una donna. Il seducente tintinnio dei braccialetti d’oro sulle sue braccia. Benvenuti nel mondo di Dunia, studentessa di poesia sufi, studia danza, come le suggerisce l’insegnamento della madre morta, la grande Asma. Incoraggiata dall’ardente intellettuale d’opposizione, il Dottor Beshir (interpretato dal famoso cantante egiziano Mohamed Mounir), Dunia compie un’estenuante ricerca dell’estasi nella poesia, nella danza e nella musica, introducendoci nel mondo delle donne egiziane di oggi, dentro una società che al tempo stesso feticizza ed opprime la sessualità femminile. Per Dunia, è un viaggio iniziatico all’interno di sé, che impone il confronto con le tradizioni che hanno distrutto la sua attitudine al piacere prima che potesse sperimentarlo. Corpo e cuore del film, il tema drammatico della mutilazione genitale femminile, come metafora di escissione culturale ed intellettuale, cioè della mancanza della libertà e del piacere della conoscenza. Jocelyn Saab utilizza, rivisitandoli, gli stilemi del grande cinema musicale egiziano, uno dei bersagli preferiti degli integralisti
Il racconto, ambientato negli anni in cui l’Egitto ha bandito Le mille e una notte come libro pornografico, ne diventa un nuovo capitolo appassionante, poetico e infine il manifesto di una nuova liberazione per tutte le donne, non solo arabe, invitate a riprendersi il mondo secondo il loro speciale e unico desiderio.

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