Victoria

Regia e sceneggiatura: Anna Karina – Fotografia: Philippe Lavalette – Montaggio: Mathieu Arsenault – Musica Philippe Katerine – Interpreti: Anna Karina, Jean-François Moran, Woodson Louis, Emmanuel Reichenbach, Sylvie De Morais-Nogueira, Sophie Desmarais, Daniel Rousse –Produzione: Nadja Production Inc.
Canada, 2008, HD col., 95’

Stanislas e Jimmy, cantanti, si esibiscono a Montréal per una serie di concerti: sono “Las Lolitas”. Qualche ora prima di un’esibizione vengono coinvolti in una rissa e sono fermati dalla polizia. Conoscono così Louis, un giovane di colore, che gli propone denaro e una tournée nel Quebec. Louis lavora per Victoria (Anna Karina) una donna muta e soggetta ad amnesie che li accompagna nella tournée. Comincia così un viaggio rocambolesco che segue il corso del fiume Saint-Laurent. Stanislas è affascinato dal comportamento di Victoria, Jimmy invece è tutto preso dalle avventure sessuali con le sue fan. Stanislas si innamora di Pauline, una giovane cameriera che somiglia stranamente a una giovane Anna Karina. Riemergono tracce di un passato ormai lontano, i ricordi di Victoria e di Stanislas ricostruiscono il passato con lo svolgersi del film che si potrebbe definire un road-movie musicale con misteri e sorprese.

Biografia dell’autrice
Hanna Karin Blarke Bayer, questo il suo vero nome, ha iniziato la sua carriera da attrice in Danimarca suo paese d’origine, cantava nei cabaret, lavorava come modella e recitava in spot pubblicitari e cortometraggi. Trasferitasi a Parigi nel 1958 a 17 anni, cambiò il suo nome in Anna Karina su suggerimento di Pierre Cardin e Coco Chanel.
Faceva ancora la modella quando fu notata da Jean-Luc Godard, allora critico cinematografico per Cahiers du cinéma. La sua prima apparizione in un film risale al 1959, ma l’uscita del film non fu autorizzata perché il finale era troppo simile a quella di Sul passaggio di alcune persone attraverso un’unità di tempo piuttosto breve di Guy Debord.
Il primo ruolo importante propostole da Godard nel celebre Fino all’ultimo respiro, la Karina lo rifiutò perché la parte comprendeva una scena di nudo. Accettò il ruolo offertole da Godard in Le petit soldat (1960).
Godard e la Karina si sono sposati il 3 marzo 1961, durante le riprese de La donna è donna, e poi separati nel 1968. Anna Karina ha vinto il premio come migliore attrice al Festival di Berlino del 1961 per l’interpretazione di Angela nel film La donna è donna. Naturalmente la sua carriera di attrice non è rimasta limitata ai soli film di Godard. È stata la musa di molti altri noti registi: Visconti, Fassbinder, Cukor fra gli altri. La sua interpretazione in Suzanne Simonin La religiosa di Jacques Rivette è considerata una delle sue migliori. Del 1973 è il suo debutto alla regia con il film Vivre ensemble di cui è anche interprete, selezionato al Festival di Cannes dello stesso anno.
Ha recitato in teatro in alcuni adattamenti da Jacques Rivett e Ingmar Bergman. Serge Gainsbourg ha scritto per lei la commedia musicale Anna.
Oltre che con Godard è stata sposata anche con l’attore Pierre Fabre, il regista-attore Daniel Duval e, attualmente, è moglie del regista Dennis Berry.

Filmografia
Le petit soldat (Jean-Luc Godard, 1960); Une femme est une femme (Jean-Luc Godard, 1961); Ce soir ou jamais (Michel Deville, 1961); Cléo de 5 à 7 (in Les fiancés du pont Macdonald, Agnès Varda, 1961); Le soleil dans l’ œil (Jacques Bourdon, 1961); She’ll have to go (Robert Asher, 1961); Vivre sa vie (Jean-Luc Godard, 1962); Les quatre vérités (in Le corbeau et le renard, Hervé Bromberg, 1962); Shéhérazade (Pierre Gaspard-Huit, 1962); Ce joli mai (Chris Marker, 1963); Dragées au poivre (Jacques Baratier, 1963); La ronde (Roger Vadim, 1963); Un mari à prix (Claude de Givray, 1963); Bande à part (Jean-Luc Godard, 1964); De l’amour (Jean Aurel, 1964); Le voleur de Tibidabo (Maurice Ronet, 1964); Le soldatesse (Valerio Zurlini, 1964); Pierrot le fou (Jean-Luc Godard, 1965); Alphaville (Jean-Luc Godard, 1965); Suzanne Simonin, La religieuse de Diderot (Jacques Rivette, 1965); Made in USA (Jean-Luc Godard, 1966); Le plus vieux métier du monde (in Anticipation, Jean-Luc Godard, 1966); Lo straniero (Luchino Visconti, 1966); Zärtliche haie (Michel Deville, 1967); Lamiel (Jean Aurel, 1967); The magus (Guy Green, 1968); Before winter comes (J. Lee Thompson, 1968); Michaël Kolhass – der rebell (Volker Schloendorff, 1968); Justine (George Cukor, 1968); Laugther in the dark (Tony Richardson, 1969); Le temps de mourir (André Farwagi, 1969); L’alliance (Christian De Chalonge, 1970); Rendez-vous à Bray (André Delvaux, 1971); Carlos (Hans W. Geissendörfer, 1971); The Salzburg connection (Lee H. Katzin, 1972); Vivre ensemble (Anna Karina, 1973); L’invenzione di Morel (Emidio Greco, 1973); Pane e cioccolata (Franco Brusati, 1973); Les Œufs brouillés (Joël Santoni, 1975); Chinesisches roulett (Rainer W. Fassbinder, 1976); Ausgerechnet bananen (Ulli Lommel, 1977); Chaussette surprise (Jean-François Davy, 1978); Olyan mint ottho (Márta Mészáros, 1978); Historien om en moder (Claus Weeke, 1979); L’ami de Vincent (Pierre Granier-Deferre, 1983); Ave Maria (Jacques Richard, 1984); l’île au trésor (Raul Ruiz, 1985); Dernier été à Tanger (Alexandre Arcady, 1986); Last song (Dennis Berry, 1986); Cayenne Palace (Alain Maline, 1987); L’Œuvre au noir (André Delvaux, 1987); Manden der ville være skyldig (Ole Roos, 1990); Haut, bas, fragile (Jacques Rivette, 1994); Nom de code: Sacha (Thierry Jousse, 2001); The truth about Charlie (Jonathan Demme, 2002); Moi César, 10 ans ½, 1m 39 (Richard Berry, 2003); Le train de ma vie (Dennis Berry, 2008); Victoria (Anna Karina, 2008).