Ossidiana

Regia: Silvana Maja – Soggetto e sceneggiatura: Silvana Maja, Rolando Stefanelli – Montaggio: Giogiò Franchini – Fotografia: Roberta Allegrini – Musica: “Frame” – Interpreti: Teresa Saponangelo, Renato Carpentieri, Andrea Renzi, Vincenza Modica, Tina Femiano, Marco Manchisi, Stefania De Francesco, Cecilia Muti, Antonio De Matteo, Stefano Moffa, Davide Giacobbe, Alberto Franco, Alessandro Riceci, Gianni Abbate, Francesca Cutolo, Donatella Furino, Diletta D’arienzo, Velentina Curatoli, Laura Borrelli, Sergio Panariello, Daniele Noviello, Daniela Gargiulo, Lorenzo Perpignani, Azzurra De Santis, Assia Petricelli, Alessandro Cione, Pio Di Stefano – Produzione: Artimagiche S.r.l.
Italia, 2007, col., 96’

Napoli 1957 – 1969 Maria, giovane pittrice napoletana, vive la sperimentazione artistica degli anni sessanta. È una donna che non esita a vivere la propria vita aderendo agli ideali di ricerca e di amore, che sono per lei il contenuto stesso dell’arte. Sposa Emilio Notte, uno dei protagonisti delle avanguardie artistiche e direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli poiché ha avuto da lui un figlio, Riccardo. Maria cerca in questi anni di conciliare i ruoli di moglie, madre ed artista in un’alchimia volta a non rendere la sua vita una sequenza di fatti nudi e crudi. Tuttavia, stretta dalla morsa del pregiudizio, più volte è costretta a subire torture psichiatriche che hanno l’intento di una normalizzazione per lei inaccettabile. Ciò che per gli altri è inquietudine, per lei è desiderio di perseguire la struggente utopia della perfezione, del rigore e della giovinezza. Nella sua breve stagione, Maria Palliggiano ha cercato di essere quella che dentro di sé anelava a svilupparsi pienamente. Muore suicida nel 1969.

Come nasce la storia
Nel 1997 Jean Noel Schifano, direttore dell’Istituto di cultura francese Grenoble di Napoli, organizzò una grande retrospettiva di Maria Palliggiano, un’ artista di cui pochi avevano sentito parlare. La mostra fu sorprendente, esaltante, di grande impatto visivo. Chi era questa donna capace di tali visioni? Il critico Riccardo Notte, incontrato nelle sale espositive, raccontò che Maria Palliggiano era sua madre, morta da anni. Dopo una prima esitazione fornì a Silvana Maja una lista di persone che l’avevano conosciuta e le consegnò i diari di Maria da lei stessa ridotti in brandelli durante la sua ultima notte di vita. Ossidiana, il libro, iniziò allora, nelle sale del Grenoble.
Alcuni momenti significativi degli ultimi 12 anni della vita dell’artista napoletana, raccontati in una formula che fonde la documentazione, l’intuizione e l’immaginazione.
Il romanzo è stato pubblicato prima dall’editore Tracce, poi da Voland.

Nota su Maria Palliggiano
Maria Palliggiano viene raccontata da chi l’ha incontrata come una figura complessa, piuttosto osteggiata come artista, seppure, e forse proprio per questo, allieva e moglie giovanissima del maestro Notte. Tuttavia c’è concordanza tra chi l’ha conosciuta, sul suo singolare fervore e sulla sua necessità artistica indiscutibile. La sua pittura, dopo alcune fasi di espressionismo informale, tra gli esempi più interessanti del tempo, passa ad una figurazione surreale e grottesca a cui non manca, sul finire della sua breve esistenza, il segno autoironico e beffardo, quasi uno sberleffo, lo stesso che, durante le esperienze della Galleria Inesistente, si esprimerà con interventi sulla città. La vita di Maria è un incrocio di possibilità umane ed artistiche che non sbocciano, di energie smorzate, di incertezze nel dare al mondo la propria intuizione, la propria veggenza.
Gli avvenimenti di quegli anni segnarono profondamente la vita di Maria, l’assassinio dei Kennedy, la guerra in Vietnam, le stragi di stato, i conflitti sociali. Si buttò a capofitto nell’arte, si dedicò alla composizione delle sue opere sardoniche ed amare. Quando la pittura non bastò più, cercò altro: è il momento di performance ed “azioni artistiche” che si ascrivono ad un momento di grande sperimentazione che attraversò Napoli veloce come una meteora. Un periodo felice e breve, subito represso dall’ordine sociale incombente e soffocato da un diffuso compatimento – e non amore – che la società colta, ancora oggi, esprime nei confronti dell’arte e degli artisti.
Fu proprio il compatimento della sua singolarità, considerata come “stranezza”, a determinare la sua esclusione. Maria Palliggiano lascia una cinquantina di tele ancora tutte da scoprire, e pagine di diario in cui si possono leggere considerazioni sull’arte e sul suo tempo.

Il film
Il Film, girato interamente a Napoli e dintorni, ha visto il coinvolgimento di molti professionisti e giovani artisti anche volontari. Una sfida forte e appassionata di moltissime persone, cast artistico compreso, che hanno voluto la realizzazione di questo film sulla “vicenda” umana di Maria Palliggiano, donna singolare negli anni sessanta, ma plurale in questi anni, specchio e metafora del farraginoso percorso per poter realizzare la propria vita di artisti.
La sceneggiatura, scritta da Silvana Maja e Rolando Stefanelli e tratta dal romanzo, è stata presentata al concorso per le Opere Prime bandito dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali nel 2003, ottenendo il finanziamento.
In seguito, con l’entrata in vigore della nuova legge sul Cinema del 2004 e con ambigui spostamenti di risorse finanziarie, la realizzazione del film è stata bloccata insieme a diversi altri progetti.
Gli autori delle opere prime e seconde colpite da questo ingiusto blocco si sono riuniti ed hanno fondato il Gruppo 16-12 che ha coinvolto moltissimi nomi del cinema per riaprire il dibattito sui finanziamenti pubblici. Sit-in e riunioni hanno aperto discussioni con politici ed esponenti del mondo culturale italiano. Dopo 3 anni dal riconoscimento di Interesse Culturale la Artimagiche S.r.l. è riuscita ad ottenere per il film Ossidiana, solo parte del finanziamento già assegnato nel 2003. Solo nel 2007, a battaglia vinta, il film è uscito nelle sale cinematografiche di tutta Italia.

Biografia dell’autrice
Silvana Maja è nata e vissuta a Napoli, luogo di grande ispirazione e tormento, dove, dopo un’infanzia e un’adolescenza turbate da un isolamento dovuto alla sua singolarità, si è formata come scrittrice e giornalista. A sedici anni ha scritto il suo primo romanzo ed ha iniziato a praticare il fotoreportage. Dagli anni Ottanta scrivere è la sua attività principale, ma solo in età adulta, grazie allo stimolo di amici e conoscenti, ha cominciato a pubblicare racconti e romanzi. Ha realizzato alcuni video vivendo a contatto e in confronto continuo con pittori, fotografi e artisti del teatro in un percorso poetico che dura nel tempo. Nel 1997 si è trasferita a Roma dove attualmente vive e lavora. Ha fondato, con artisti e poeti, Studiaperti & Artisti Associati, un gruppo con il quale progetta eventi e manifestazioni culturali tese all’avvicinamento diretto e costante tra artisti e pubblico. Nel 2005 ha curato, con Nadia Tarantini, la raccolta di racconti Allupa Allupa, percorso poetico sulle origini e la contemporaneità romana. Dal suo romanzo Ossidiana (ed. Tracce) pubblicato alla fine del 1998, ha tratto la sceneggiatura ed ottenuto il finanziamento per l’opera prima cinematografica, per realizzare il film omonimo che ha girato nel 2006.

Pubblicazioni
Marta (racconto, in Tuttestorie, 1994); I giardini di Bacone (racconti, Editori & Associati, 1996); Ossidiana (romanzo, Ed. Tracce, 1998); Una barca arenata (racconto, Ed. Disarmonie, 2000); Notizie sul tempo (racconti, Altrastampa Ed., 2001); La prima crisi etilica di Edgar Allan Poe (racconto, in Confesso che ho bevuto, Derive/Approdi 2004).