2008 – Teresa Saponangelo e Anna Karina

Teresa Saponangelo

teresa_saponangeloDi origine pugliese e di adozione napoletana, vive a Roma dal 1994. Ha lavorato in teatro con registi come Toni Servillo, Mario Martone, Giorgio Barberio Corsetti, e nel cinema con Stefano Incerti, Paolo Virzi’, Antonio Capuano, Silvio Soldini, Paolo e Vittorio Taviani. Sacher d’Oro 1998 come migliore attrice non protagonista per il film Polvere di Napoli, nel 2002 ha ricevuto il premio UBU per la sua interpretazione di Dorina nel Tartufo di Moliere, diretto da Toni Servillo. Il profondo amore per il teatro Teresa comincia a coltivarlo appena adolescente, quando la sua famiglia si trasferisce da Taranto, a Napoli. La grande tradizione del teatro napoletano e la maggior concentrazione di scuole di recitazione rispetto alla città natale, permettono alla volenterosa aspirante attrice di conoscerlo e frequentarlo attivamente. Fra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta recita in numerose commedie più o meno classiche del teatro napoletano, fra le quali risulta essere memorabile la trasposizione diretta da Giacomo Rizzo di Ce penza mamma’ con lo stesso Rizzo, Rosalia Maggio e Biagio Izzo.
Da giovane protagonista dell’ambiente teatrale, nel 1995 viene chiamata ad accompagnare nel passaggio alla regia cinematografica di un collaboratore di Mario Martone e Pappi Corsicato, Stefano Incerti, nel film Il verificatore. Prima ancora che la pellicola raggiunga alcuni importanti premi all’estero e venga riconosciuta come miglior lungometraggio diretto da un esordiente, Teresa ha già girato altri due film nel corso dell’anno, interpretando sempre il ruolo della verace partenopea: uno, dei film Isotta, è una commedia leggera girata con pochi mezzi nella provincia napoletana, l’altro, Ferie d’agosto è uno dei maggiori successi di pubblico di Paolo Virzì.
Nei cinque anni successivi, Teresa Saponangelo abbandona quasi completamente il teatro e si dedica unicamente a progetti cinematografici, impegnandosi in ruoli sempre più rilevanti. Prende parte al nutrito cast internazionale di Compagna di viaggio di Peter Del Monte e recita per Antonio Capuano, nel suo coraggioso secondo film Pianese Nunzio 14 anni a maggio. Alterna l’interpretazione di caratteri femminili tipicamente partenopei (I vesuviani, Polvere di Napoli [premio De Santis come miglior attrice esordiente]), a quelli più vicini alle sue origini linguistiche (Le acrobate, Tutto l’amore che c’è), finché non trova la parte di assoluta protagonista a fianco di Stefania Rocca nella commedia In principio erano le mutande che le valsa la candidatura al Nastro d’argento come migliore attrice protagonista. Questo primo ruolo fondamentale della sua carriera cinematografica coincide con un ritorno ai palcoscenici della grande drammaturgia d’autore e così nel 2000 lavora per Mario Martone e per Toni Servillo nei rispettivi allestimenti I dieci comandamenti di Raffaele Viviani e de Il tartufo di Molière. Da questo momento in poi la sua attività artistica si svilupperà in parallelo tra teatro, cinema e sempre più frequentemente televisione. Nel cinema dimostra un’attenzione particolare per i progetti di esordienti autori partenopei (Spiro Scimone, Valia Santella e Silvana Maja). Per quanto riguarda il panorama televisivo, il suo impegno come attrice di fiction e sceneggiati è indirizzato verso grandi produzioni (Luisa Sanfelice, dal romanzo di Dumas) o soggetti di militanza civile (Attacco alla Stato di Michele Soavi), oltre che nel serial di culto di Rai Tre La squadra (2003, quarta serie) e La nuova squadra. Nel 2004 fonda la TOURNESOL, per realizzare i suoi progetti cinematografici e teatrali.
Nel 2005, insieme ad Ascanio Celestini, ha ricevuto il premio dedicato a Vittorio Mezzogiorno (prima edizione) per gli attori più meritevoli e significativi dell’anno, impegnati tra teatro e cinema.
Nel 2007 ha interpretato in teatro la trasposizione del romanzo di Michela Murgia Il mondo deve sapere e, al cinema, il film di Paolo Virzì Tutta la vita davanti: entrambe le opere incentrate sulla realtà del lavoro giovanile precario in Italia.

Cinema
Il verificatore (Stefano Incerti, 1995); Compagna di viaggio (Peter Del Monte, 1995); Ferie d’agosto (Paolo Virzì, 1996); Isotta (Maurizio Fiume, 1996); Pianese Nunzio, 14 anni a maggio (Antonio Capuano, 1996); I vesuviani (episodio di Stefano Incerti, 1996); Le acrobate (Silvio Soldini, 1996); Gioco di squadra (cortometraggio, Claudio Del Punta, 1997); Le mani forti (Franco Bernini, 1997); Dolce far niente (Noe Carafil, 1998); Polvere di Napoli (episodio di Antonio Capuano, 1998); Baal (Marcello Cava, 1999); In principio erano le mutande (Anna Negri, 1999); Tutto l’amore che c’è (Sergio Rubini, 2000); L’amore è cieco (Fabrizio Laurenti, 2001); Due amici (Spiro Scimone, 2001) La vita degli altri (Nicola De Rinaldo, 2002); Te lo leggo negli occhi (Valia Santella, 2004); Ossidiana (Silvana Maja, 2006); Bianco e nero (Cristina Comencini, 2007); Tutta la vita davanti (Paolo Virzì, 2007); Vogliamo anche le rose (Alina Marazzi, 2007).

Teatro
Lu cunto de li cunti di Giambattista Basile (P. Amato, 1989); Ce penza mammà (Giacomo Rizzo, 1994/95); I dieci comandamenti di Raffaele Viviani (Mario Martone, 2000); Il Tartufo di Moliére (Toni Servillo, 200); Camere separate (Luca Guadagno, 2003); Di animali, uomini e dei (Giorgio Barberio Corsetti, 2003); Flusso di coscienza dell’intellettuale Giana in atto di fellatio da Petrolio di P. P. Pasolini (Antonio Capuano, 2004/5); L’orso di Anton Cechov (Francesco Saponaro, 2005); La domanda di matrimonio di Anton Cechov (Francesco Saponaro, 2005); Il mondo deve sapere di Michela Murgia (2008).

Televisione
Un medico in famiglia (1998); I soldati (2003); La squadra (2003); Luisa Sanfelice (2003); Omicidi (2003); Abbasso il frolloccone (2004) Bla bla bla (2005); Attacco alla Stato (2006); La nuova squadra (2008).

Intervista a Teresa Saponangelo
In un’epoca in cui per farsi largo nel mondo dello spettacolo occorre sempre più farsi paparazzare da fotografi senza scrupoli e tuffarsi tra le lenzuola con produttori e funzionari televisivi, un’attrice acqua e sapone come Teresa Saponangelo sembra essere un’eccezione. Apparsa recentemente in TV, al fianco di Raul Bova, in Attacco allo Stato, per la regia di Michele Soavi, fiction di due puntate incentrato sul delitto Biagi e D’Antona.
DSei nata a Taranto ma napoletana d’adozione?
Il mio debutto a teatro è avvenuto al Cilea, con la compagnia di Giacomo Rizzo, Rosalia Maggio, Biagio Izzo e Pippo Cangiano nello spettacolo Ci penza mammà. Il mio battesimo al cinema è stato, invece, nel 1995 con Stefanio Incerti con il film Il verificatore, girato a Napoli con Renato Carpentieri e ed Antonino Iuorio. In realtà il mio accento pugliese mi è servito per recitare ne Le acrobate di Soldini ed in Tutto l’amore che c’è di Rubini dove parlavo in dialetto tarantino.
DSpesso quello di diventare attrice rimane per molti un sogno nel cassetto. Come ci sei riuscita? Qual è stato il tuo segreto?
La mia famiglia mi ha certamente aiutato e sostenuto ma io avevo molta fiducia nelle mie capacità. Oggi sono però più scoraggiata di allora. All’inizio della mia carriera ho avuto la possibilità di scegliere tra diverse proposte ed ho fatto delle cose interessanti. Oggi sento che in giro c’è meno fermento e minore passione di allora.
DHai appena finito di interpretare Maria Palliggiano, pittrice suicida a soli trentasei anni in Ossidiana, film d’esordio d Silvana Maja
La storia è bellissima e drammatica e mi ha molto presa. Ho cercato di essere credibile e di non scadere in una recitazione manieristica e stereotipata.
DSei stata diretta da affermati registi e da registe esordienti come Valia Santella e Maja. Esiste secondo te un modo di dirigere al femminile?
Sul set diretto da registe c’è maggior confidenza, si lavora in maniera più rilassata, come se con loro ci si potesse raccontare di più. Ma anche con i registi ho un bel rapporto. Con Antonio Capuano la nostra amicizia si è consolidata nel tempo e dopo Polvere di Napoli gli ho proposto di dirigermi in Flusso di coscienza, un monologo scritto da Francesco Piccolo per Petrolio un progetto ideato da Mario Martone.
DValerio Mastrandrea mi raccontò che oggi i produttori decidono tutto e, tranne qualche rara eccezione, il regista non sceglie mai l’attore che vorrebbe dirigere
È verissimo. Il cinema sembra funzionare a cicli. C’è stato un periodo in cui in ogni film compariva Maya Sansa, poi Giovanna Mezzogiorno e, infine, la Bobulova. Lo stesso vale per gli attori; prima tutto Accorsi, adesso Scamarcio. Ma la cosa più deprimente è che i produttori impongono a quell’attore sempre lo stresso ruolo e non lo aiutano a sperimentare, né di misurarsi in ruoli diversi.
DQuale aneddoto della tua carriera ricordi con maggiore simpatia?
Quando avevo ventuno anni mi capitò di interpretare contemporaneamente tre film; Isotta di Maurizio Fiume, Pianese Nunzio 14 anni a maggio di Antonio Capuano e Ferie d’agosto di Paolo Virzì. Un segretario di produzione sbagliò il piano di lavorazione e, per non essere protestata, dovevo trovarmi sul set del film di Virzì alle sei di mattino. Finii di recitare e di notte raggiunsi Ventotene a bordo del motoscafo di un contrabbandiere. Ma la cosa più divertente è successa una mattina mentre ero a Piazza San Domenico con mia madre. Un signore si avvicinò, mi fece i complimenti e mi elencò una serie di film dove mi aveva visto recitare. L’uomo poi si allontanò e fu allora che mia madre, tutta contenta, mi disse: “Ci stanno riconoscendo”.
DPer te cosa significa recitare a teatro?
Il teatro mi fa paura, ma farlo mi fa sentire viva. Ogni sera puoi sbagliare, hai paura di non farcela ma sei consapevole che stai creando qualcosa.
DQuali sono i tuoi progetti futuri?
Sarò impegnata nove mesi in una fiction televisiva ma sto anche vestendo i panni della produttrice. Ho comprato, infatti, i diritti d’autore de Il mondo deve sapere, un testo scritto da Michela Murgia, un giovanissima scrittrice che ho deciso di mettere in scena nella prossima stagione.
Il Napoli – Epolis, 24 maggio 2007

 

 

Anna Karina

anna_karinaHanna Karin Blarke Bayer, questo il suo vero nome, ha iniziato la sua carriera da attrice in Danimarca suo paese d’origine, cantava nei cabaret, lavorava come modella e recitava in spot pubblicitari e cortometraggi. Trasferitasi a Parigi nel 1958 a 17 anni, cambiò il suo nome in Anna Karina su suggerimento di Pierre Cardin e Coco Chanel.
Faceva ancora la modella quando fu notata da Jean-Luc Godard, allora critico cinematografico per Cahiers du cinéma. La sua prima apparizione in un film risale al 1959, ma l’uscita del film non fu autorizzata perché il finale era troppo simile a quella di Sul passaggio di alcune persone attraverso un’unità di tempo piuttosto breve di Guy Debord.
Il primo ruolo importante propostole da Godard nel celebre Fino all’ultimo respiro, la Karina lo rifiutò perché la parte comprendeva una scena di nudo. Accettò il ruolo offertole da Godard in Le petit soldat (1960).
Godard e la Karina si sono sposati il 3 marzo 1961, durante le riprese de La donna è donna, e poi separati nel 1968. Anna Karina ha vinto il premio come migliore attrice al Festival di Berlino del 1961 per l’interpretazione di Angela nel film La donna è donna. Naturalmente la sua carriera di attrice non è rimasta limitata ai soli film di Godard. È stata la musa di molti altri noti registi: Visconti, Fassbinder, Cukor fra gli altri. La sua interpretazione in Suzanne Simonin La religiosa di Jacques Rivette è considerata una delle sue migliori. Del 1973 è il suo debutto alla regia con il film Vivre ensemble di cui è anche interprete, selezionato al Festival di Cannes dello stesso anno.
Ha recitato in teatro in alcuni adattamenti da Jacques Rivett e Ingmar Bergman. Serge Gainsbourg ha scritto per lei la commedia musicale Anna.
Oltre che con Godard è stata sposata anche con l’attore Pierre Fabre, il regista-attore Daniel Duval e, attualmente, è moglie del regista Dennis Berry.

Filmografia
Le petit soldat (Jean-Luc Godard, 1960); Une femme est une femme (Jean-Luc Godard, 1961); Ce soir ou jamais (Michel Deville, 1961); Cléo de 5 à 7 (in Les fiancés du pont Macdonald, Agnès Varda, 1961); Le soleil dans l’ œil (Jacques Bourdon, 1961); She’ll have to go (Robert Asher, 1961); Vivre sa vie (Jean-Luc Godard, 1962); Les quatre vérités (in Le corbeau et le renard, Hervé Bromberg, 1962); Shéhérazade (Pierre Gaspard-Huit, 1962); Ce joli mai(Chris Marker, 1963); Dragées au poivre (Jacques Baratier, 1963); La ronde (Roger Vadim, 1963); Un mari à prix (Claude de Givray, 1963); Bande à part (Jean-Luc Godard, 1964); De l’amour (Jean Aurel, 1964); Le voleur de Tibidabo (Maurice Ronet, 1964); Le soldatesse (Valerio Zurlini, 1964); Pierrot le fou (Jean-Luc Godard, 1965); Alphaville (Jean-Luc Godard, 1965); Suzanne Simonin, La religieuse de Diderot (Jacques Rivette, 1965); Made in USA (Jean-Luc Godard, 1966); Le plus vieux métier du monde (in Anticipation, Jean-Luc Godard, 1966); Lo straniero (Luchino Visconti, 1966); Zärtliche haie (Michel Deville, 1967); Lamiel (Jean Aurel, 1967); The magus (Guy Green, 1968); Before winter comes (J. Lee Thompson, 1968); Michaël Kolhass – der rebell (Volker Schloendorff, 1968); Justine (George Cukor, 1968); Laugther in the dark (Tony Richardson, 1969); Le temps de mourir (André Farwagi, 1969); L’alliance (Christian De Chalonge, 1970); Rendez-vous à Bray (André Delvaux, 1971); Carlos (Hans W. Geissendörfer, 1971); The Salzburg connection (Lee H. Katzin, 1972); Vivre ensemble (Anna Karina, 1973); L’invenzione di Morel (Emidio Greco, 1973); Pane e cioccolata (Franco Brusati, 1973); Les Œufs brouillés (Joël Santoni, 1975); Chinesisches roulett (Rainer W. Fassbinder, 1976); Ausgerechnet bananen (Ulli Lommel, 1977); Chaussette surprise (Jean-François Davy, 1978); Olyan mint ottho (Márta Mészáros, 1978); Historien om en moder (Claus Weeke, 1979); L’ami de Vincent (Pierre Granier-Deferre, 1983); Ave Maria (Jacques Richard, 1984); l’île au trésor (Raul Ruiz, 1985); Dernier été à Tanger (Alexandre Arcady, 1986); Last song (Dennis Berry, 1986); Cayenne Palace (Alain Maline, 1987); L’Œuvre au noir (André Delvaux, 1987); Manden der ville være skyldig (Ole Roos, 1990); Haut, bas, fragile (Jacques Rivette, 1994); Nom de code: Sacha (Thierry Jousse, 2001); The truth about Charlie (Jonathan Demme, 2002); Moi César, 10 ans ½, 1m 39 (Richard Berry, 2003); Le train de ma vie (Dennis Berry, 2008); Victoria (Anna Karina, 2008).

 

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