Cos’è?

IV edizione

GildaCapitanate da Gilda, la dinamica imprenditrice della ristorazione fiorentina, le donne d’impresa e quelle dell’associazionismo culturale si sono dimostrate molto sensibili al tema della qualità dell’immagine femminile veicolata dai media e dal cinema e si sono da tempo sedute alla stessa tavola per sottolineare, con il Premio Gilda, il grande cambiamento dell’attrice nel cinema e nella società.

Attrici- registe, attrici-sceneggiatrici, attrici-produttrici, ma anche attrici che scelgono ruoli forti e difficili, impersonando con il loro corpo e la loro biografia che si può e si deve resistere all’omologazione e alla perdita di senso della propria storia e identità.

Premi Gilda 2011

 

 

Premio Gilda a Misia, signora del Fado che, nel film Passione. Un’avventura musicale di John Turturro, rivisita i classici della canzone napoletana con la sua inconfondibile, meravigliosa personalità di artista mediterranea.

Alla presenza dell’Ambasciatore del Portogallo Fernando d’Oliveira Neves.

 

 

Misia

Susana Maria Alfonso de Aguiar in arte Misia è una pioniera, uno spirito libero. Si è formata attraverso viaggi musicali, poetici, geografici…

È cresciuta tra due culture: quella paterna chiusa e introversa della borghesia portoghese e quella esuberante e artistica della nonna e della madre spagnole. Ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza a Porto, la città dove è nata, e dove, per la prima volta, ha cantato nelle Case del Fado dove si recava il pubblico più popolare. È lei che riscopre il fado liberandolo da un’aura passatista e conservatrice. Misia fa un inventario del genere, ricerca i fado tradizionali e prende contatto con poeti contemporanei ai quali chiede di comporre nuovi testi. Vuole in scena i violini e gli accordeon che ascoltava accompagnare il canto del fado nelle strade della sua infanzia. Avvicina questi strumenti al pianoforte dei salotti aristocratici dell’Ottocento. Non si tratta soltanto di un lifting estetico, ma di un lavoro in superficie e in profondità, nella forma e nel contenuto. Ottiene risulta eccezionali e grande successo. A partire dal 1993 viene considerata, dopo Amália Rodriguez, la più importante cantante di fado sulla scena mondiale.

Premio Gilda film a Helena Taberna per il film La buena nueva.

La buena nueva

Regia: Helena Taberna

Sono stati fatti molti film sulla Guerra Civile, alcuni buoni altri meno, però La buena nueva è un film straordinario: ha superato tutte le aspettative. È un film sottile, armonico, con eccellenti interpretazioni, una regia perfetta, con ritmo e con un grande interesse umano. E la sequenza finale è indimenticabile. […] Unax Ugalde, il giovane prete protagonista, è un personaggio memorabile che arriva al cuore di tutti gli spettatori. Arriva al cuore ma porta anche alla riflessione perché La buena nueva è un film che obbliga alla riflessione. Mostra molto bene gli orrori della guerra ma altrettanto bene mostra la possibilità di salvezza perché La buena nueva è il Vangelo. La possibilità che attraverso l’amore, la tenerezza e il perdono si percorra il cammino che porta alla pace. È un film che può toccare il pubblico di diversi paesi, supera l’ambito locale per divenire un film universale. La buena nueva mi ha commosso molto profondamente e credo che avrà un forte impatto su tutti coloro che lo vedranno perché è un film magnifico e emozionante.

Jan Gibson

 

 

 

Helena Taberna

Ha iniziato la sua carriera come Coordinatrice per le Nuove Tecnologie del Governo della Navarra. Dal 1994 si è dedicata solo al cinema. I suoi film, tanto i lungometraggi quanto i corti, hanno ricevuto un ottimo riscontro di critica e pubblico e hanno guadagnato numerosi premi in festival nazionali e internazionali. Il suo primo lungometraggio Yoyes, uscito nel 2000, ha ottenuto un enorme successo internazionale. Il documentario Extranjeras (2003) e La buena nueva (2008) che hanno ottenuto un grande successo di pubblico, sono entrambi prodotti dalla casa di produzione di Helena Taberna, la Lamia Producciones. La buena nueva ha confermato il successo di Taberna come regista impegnata nelle tematiche di interesse sociale. Del 2010 è il suo ultimo documentario Nagore. Il film racconta dell’omicidio di Nagore Laffage, giovane aspirante infermiera morta per mano di uno psichiatra della Clinica Universitaria di Pamplona.

 

Filmografia

La mujer de Lot (cortometraggio, 1990); Busto de un poeta (cortometraggio, 1990); 87 cartas de amor (cortometraggio, 1992); Recuerdos del ’36 (documentario, 1993); Emiliana (cortometraggio, 1994); Alsasua 1936 (cortometraggio, 1994); Nerabe (cortometraggio, 1995); Yoyes (2000); Extranjeras (2003); La buena nueva (2008).

 

 

 

Premio Gilda libro a Eugenia Romano e Andrea Bigelli

per L’altra visione. Donne che dicono Dio nel cinema (Effata Torino 2010)

Indagine accurata e ricca di spunti sul rapporto dei personaggi femminili con il divino e di alcuni autori e autrici con la sua rappresentazione. Nei film prescelti si rilevano i modi della ricerca, del contatto con Dio e le conseguenze di tutto ciò. Alcune di queste donne parlano con Dio, altre si pongono domande sul senso dell’esistenza terrena e sull’eterno. Non sono necessariamente credenti né cattoliche. Lo sguardo appassionato e acuto degli autori si allarga all’etica del quotidiano e all’esperienza spirituale nella sua accezione più ampia. Il campo d’analisi comprende titoli di grande importanza per la storia del cinema, tra gli altri Luci d’inverno Ingmar Bergman, La settima stanza di Marta Meszaros, Kadosh di Amos Gitai

 

Eugenia Romano lavora nel settore dei cartoni animati per il cinema e la televisione. Organizza seminari sul cinema presso la Scuola Internazionale di Comics di Firenze e attività di cineforum presso vari enti.
Andrea Bigalli proviene da studi teologici e di antropologia. Giornalista pubblicista, è critico cinematografico presso Radio Toscana e collabora con alcune riviste. Svolge attività di direzione e animazione di cineforum per varie associazioni. È vice delegato regionale dell’Associazione Cattolica Esercenti Cinema.

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